Voglio riportare un articolo sul buon design scritto da Bruno Munari nel 1998 sulle pagine di Ottagono, perchè amo il suo stile capace di far sorridere e riflettere allo stesso tempo.
ARANCIA
L’oggetto è costituito da una serie di contenitori modulari a forma di spicchio disposti circolarmante attorno a un asse centrale verticale, al quale ogni spicchio appoggia il suo lato rettilineo mentre tutti i lati curvi, volti verso l’esterno, danno nell’assieme come forma globale una specie di sfera. L’insieme di questi spicchi è raccolto in un imballaggio ben caratterizzato sia come materia che come colore, abbastanza duro alla superficie esterna e rivestito con una imbottitura morbida interna di protezione tra tra l’esterno e l’assieme dei contenitori.
Il materiale usato è tutto della stessa natura, in origine, ma si differenzia in modo appropriato secondo la funzione.
L’apertura dell’imballaggio avviene in modo molto semplice e quindi non si rende necessario uno stampato allegato con le istruzioni per l’uso.
Lo strato di imbottitura ha anche la funzione di creare una zona neutra tra la superficie esterna e i contenitori così che, rompendo la superficie, in qualunque punto, senza bisogno di calcolare lo spessore esatto di questa, è possibile aprire l’imballaggio e prendere i contenitori intatti.
Ogni contenitore è a sua volta formato da una pellicola plastica, sufficiente per contenere il succo, ma naturalmente abbastanza manovrabile. Un debolissimo adesivo tiene uniti gli spicchi tra loro per cui è facile scomporre l’oggetto nelle sue varie parti tutte uguali. L’imballaggio, come si usa oggi, non è da ritornare al fabbricante ma si può gettare.
Qualcosa va detto sulla forma degli spicchi: ogni spicchio ha esattamente la forma della disposizione dei denti nella bocca umana per cui, una volta estratto dall’imballaggio, si può appoggiare tra i denti e con una leggera pressione, romperlo e mangiare il succo. Si potrebbe anche, a questo proposito, considerare come i mandarini siano una specie di produzione minore, adatta specialmente ai bambini, avendo lo spicchio più piccolo. Oggi purtroppo, con l’uso delle macchine spremitrici, tutto viene confuso e gli adulti mangiano il cibo dei bambini e viceversa.
Continua nel prossimo articolo…
Agosto 19th, 2007 at 11:09
Molto interessante..non mangerò mai più un’arancia con gl stessi occhi!