Good design - parte prima La gestione digitale del colore - 4
Ago 17

arancia2Ecco la restante parte dell’articolo…

Di solito, gli spicchi contengono, oltre al succo, un piccolo seme della stessa pianta: un piccolo omaggio che la produzione offre al consumatore nel caso che questi volesse avere una produzione personale di questi oggetti. Notare il disinteresse economico di una simile idea e per contro il legame psicologico che ne nasce tra consumatore e produzione: nessuno, o ben pochi, si mettono a seminare aranci, però l’offerta di questa concessione altamente altruista, l’idea di poterlo fare, libera il consumatore dal complesso di castrazione e stabilisce un rapporto di fiducia autonoma reciproca. Gesto cordiale e signorile, non come certi produttori contemporanei che offrono una mucca a chi compera venticinque grammi di formaggio.

L’arancia quindi è un oggetto quasi perfetto dove si riscontra l’assoluta coerenza tra forma, funzione, consumo. Perfino il colore è esatto, in blu sarebbe sbagliato.

Tipico oggetto di una produzione veramente di grande serie e a livello internazionale dove l’assenza di qualunque elemento simbolico-espressivo legato alla moda dello styling o dell’esthétique industrielle, di qualunque riferimento a figuratività sofisticate, dimostrano una coscienza di progettazione difficile da riscontrare nel livello medio dei designers. Unica concessione decorativa, se così possiamo dire, si può considerare la ricerca “materica” della superficie dell’imballaggio trattata a “buccia d’arancia”. Forse per ricordare la polpa interna dei contenitori a spicchio, comunque un minimo di decorazione, tanto più giustificata, come in questo caso, dobbiamo ammetterla.

One Response to “Good design - parte seconda”

  1. Stefania Says:

    L’idea del seme è splendida… il brano nel complesso sembra una lezione di marketing oltre che di design… mi stupisce sempre come determinate persone siano in grado di guardare il mondo con occhi completamente diversi dalla massa. Complimenti per il blog… continua così!

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