Quest’oggi, sempre grazie alla penna di Bruno Munari, andremo ad analizzare un nuovo oggetto di buon design
PISELLI
Pillole alimentari di diversi diametri, confezionate in astucci bivalve molto eleganti per forma, colore, materia, semitrasparenza e semplicità d’apertura. Sia il prodotto stesso che l’astuccio e l’adesivo derivano tutti da un’unica origine di produzione. Non quindi lavorazioni diverse su materiali diversi da montare poi in una successiva fase di finitura, ma una programmazione di lavoro molto esatta, certamente frutto di un lavoro di gruppo (team-work).
L’oggetto è monocromo ma con sensibili variazioni di tono che gli dà un aspetto appena sofisticato, che però incontra anche il gusto dei consumatori più lontani da una cultura attuale. Il colore è un verde, un certo verde, molto noto sotto la denominazione popolare di “verde pisello” , colore abbastanza bene calcolato fin dall’inizio della produzione e non più cambiato a tutt’oggi. Questo colore ha determinato influenze cromatiche anche nella moda e nell’arredamento intorno agli anni ‘20-30.
La forma delle pillole è abbastanza normale, benchè ci si sia preoccupati di variare di diametro; ciò che invece risalta per l’originalità, e nello stesso tempo la semplicità della concezione, è l’astuccio: la sua funzione prende forma in due elementi uguali e simmetrici, come si usa progettare oggi per ragioni di economia produttiva, concavi quanto basta per contenere le pillole di cui hanno già l’impronta sia della forma che del numero e della disposizione.
I due elementi sono uniti, a perfetta tenuta, da un adesivo che svolge una doppia funzione: come cerniera-molla dal lato minore e come semplice adesivo dal lato più lungo. Tenendo l’astuccio “di coltello”, come si dice tra l’indice e il pollice e facendo una leggera pressione con i polpastrelli, l’astuccio si apre di scatto e mostra le pillole tutte belle allineate in ordine di grandezza. Le pillole potrebbero cadere a terra ma una puntina di adesivo le trattiene così che si possano staccare quando si vuole anche solo toccandole con un dito.
Una delle caratteristiche tipiche di queste produzioni è la variazione nella serie. Problema molto discusso nei vari congressi mondiali di designers: nella progettazione di un oggetto di grandissima produzione dobbiamo tener conto dei gusti del pubblico e proporre possibili variazioni al modello così da aumentare le vendite accontentando un maggior numero di compratori?
Nel caso della produzione di piselli si riscontra forse una eccessiva varietà: pur conservando rigorosamente forma e colore, si possono trovare in commercio contenitori da dozzine di pillole, da dieci, nove, otto… fino a contenitori da un pisello. Eccessiva variazione e, in definitiva, anche un certo spreco. E poi chi compera un pisello solo e, ancora, lo esige nel suo contenitore? Eppure da migliaia di anni questo oggetto continua ad essere prodotto in questo modo: il consumatore non fa caso a questi particolari. Comunque è probabile che questa eccessiva variazione sia il risultato di un errore nella ricerca di mercato, certamente fatta prima di stabilire una così grande produzione e in uso ancora oggi per negligenza burocratica.
Tratto da Ottagono 129, dicembre 1998