Ago 16
Voglio riportare un articolo sul buon design scritto da Bruno Munari nel 1998 sulle pagine di Ottagono, perchè amo il suo stile capace di far sorridere e riflettere allo stesso tempo.
ARANCIA
L’oggetto è costituito da una serie di contenitori modulari a forma di spicchio disposti circolarmante attorno a un asse centrale verticale, al quale ogni spicchio appoggia il suo lato rettilineo mentre tutti i lati curvi, volti verso l’esterno, danno nell’assieme come forma globale una specie di sfera. L’insieme di questi spicchi è raccolto in un imballaggio ben caratterizzato sia come materia che come colore, abbastanza duro alla superficie esterna e rivestito con una imbottitura morbida interna di protezione tra tra l’esterno e l’assieme dei contenitori.
Il materiale usato è tutto della stessa natura, in origine, ma si differenzia in modo appropriato secondo la funzione.
L’apertura dell’imballaggio avviene in modo molto semplice e quindi non si rende necessario uno stampato allegato con le istruzioni per l’uso. Continue reading »
Ago 16
Fino al 29 ottobre 2007 ci sarà la possibilità di partecipare al concorso indetto da CGSociety, che ha per tema “Strange Behavior: The unexpected can delight or shock. It can be exciting or frightening. It’s often funny. It’s never boring!”.
Le categorie in gara sono illustrazione, modello3D/animazione e cortometraggio.
Maggiori info su www.cgsociety.com
Anche in questo caso… in bocca al lupo!
Ago 16
Ecco un sito molto interessante, in cui sono raccolte numerose immagini fotografiche di ottima qualità ed in alta risoluzione, proposte come sfondo del desktop. Vale la pena dare un’occhiata ai lavori di Mando Gomez su: www.mandolux.com
Ago 15
Oggi la saga della gestione del colore si arricchisce di un nuovo episodio, quello relativo alla caratterizzazione di una periferica.
È diffusa l’idea che che i valori di RGB o CMYK definiscano precisamente il colore di un pixel, ma basta pensare a ciò che si vede nei negozi di elettrodomestici, dove ci sono pareti intere con televisori diversi sintonizzati sullo stesso programma e colori tutti differenti, per capire che non è così.
I segnali che arrivano (cioè i valori dei pixel) sono gli stessi, ma vengono resi diversamente dai vari monitor.
I valori 255R 0G 0B rappresentano un rosso, che però può apparire più o meno saturo, più o meno chiaro, tendente all’arancio o al viola in base alla periferica sulla quale è visualizzato. I colori di una immagine RGB dipendono dal monitor con il quale l’immagine è visualizzata, per via del fatto che i monitor sono costruiti con differenti tecnologie, costruttori e materiali. Lo stesso discorso vale per le periferiche di stampa, in quanto le stesse percentuali di CMYK producono colori diversi al cambiare dei supporti, dei coloranti e delle tecnologie. Ogni periferica produce o legge i colori a modo suo, il significato dei numeri è device-dependent.
Se si dice “rosso” … e ci sono cinquanta persone che ascoltano, ci si può tranquillamente aspettare che abbiano in mente cinquanta tipi di rosso. E si può essere sicuri che tutti questi rossi saranno molto diversi.
Josef Albers, Interazione del colore, 1971 Continue reading »
Ago 13
Oggi mi sono imbattuto in questo interessante concorso di grafica, sul sito www.designboom.com trovate maggiori informazioni. Bisogna affrettarsi, c’è tempo solo fino al 1 settembre prima che chiudano le registrazioni!
Ago 13
I PROFILI COLORE
La strada seguita da Apple fino alla metà degli anni ‘90 per risolvere il problema della diversità dei monitor consisteva nel fare in modo che tutti gli schermi del mondo fossero calibrati ugualmente. Ciò significa che dovevano avere lo stesso gamma e lo stesso bianco. Nascono quindi calibratori e software mirati a riportare il monitor su gamma 1.8 e su bianco D65, anche se non c’era modo di agire sulla terza componente, la cromaticità dei primari.
Una strada simile è stata percorsa da Microsoft, che per arrivare allo stesso obiettivo indicava sRGB come specifiche da seguire per tutte le periferiche.
L’obiettivo era dunque che tutti i monitor visualizzassero gli stessi primari, lo stesso bianco con lo stesso gamma, e che tutte le combinazioni stampante/inchiostro/carta stampassero lo stesso ciano, magenta ecc.
Questa impostazione è stata mantenuta come valida fino al 1998, quando con l’uscita di Photoshop5 da parte di Adobe sono stati introdotti per la prima volta i profili ICC e la compensazione monitor.

Gli stessi numeri RGB visualizzati su monitor diversi danno luogo a colori diversi. Il “significato” di tali numeri dipende dalla periferica. Continue reading »
Ago 13
Sono fermamente convinto che per vedere stampato correttamente ciò che visualizziamo a monitor non sia sufficiente incrociare le dita ed affidarsi al proprio santo protettore. Per questo motivo uno sguardo attento sugli aspetti chiave della gestione digitale del colore non potrebbe che aumentare le probabilità di ottenere un risultato all’altezza delle aspettative.
Lo scopo della gestione del colore nel campo delle arti grafiche è la possibilità di riprodurre una immagine digitale con periferiche diverse mantenendone l’aspetto il più possibile inalterato rispetto all’originale.
La visione a monitor di un’immagine scattata con una fotocamera digitale dovrebbe apparire uguale alla scena catturata, così come la visione su altri monitor o ancora la stampa con diverse stampanti e supporti.
La gestione digitale del colore è l’insieme delle tecnologie sviluppate per fare in modo che ciò avvenga. Continue reading »
Ago 13
Sono un pò emozionato, il mio primo intervento su questo blog… spero di riuscire nel mio intento, che è quello di creare una vetrina di ciò che emerge dal variegato mondo del design, della grafica ed affini. Intendo mettere a disposizione quel che ho imparato, quello che incontro quando mi ritrovo a vagare per il web e quello che avrete voglia di segnalarmi. Tre, due, uno… si comincia!