
Eccoci giunti al fatidico giorno… oggi è il Blog Action Day e Trickblog non poteva saltare l’appuntamento per riflettere un pò sulle tematiche legate all’ambiente in merito allo sviluppo sostenibile.
La tematica dello sviluppo sostenibile è la sfida del XXI secolo. Se nel periodo precedente si è dibattuto molto e si sono gettate le basi per affrontare la problematica con strumenti progettuali, ormai è giunto il momento di intervenire concretamente, operando una rottura con gli stili di vita consolidati.
Basandosi sulle stime di crescita demografica e di aumento di domanda di benessere ipotizzabili per il futuro, si potranno considerare sostenibili solo quei sistemi produttivi che ridurranno del 90% l’uso di risorse ambientali rispetto alle odierne società industriali mature. Nella società sostenibile del futuro si dovrà quindi vivere utilizzando il 10% delle risorse che oggi vengono impiegate; questo fa intuire il grado di cambiamento che occorrerà apportare.
Non ci si può affidare solo a parziali modifiche o ad opere di re-design ma sarà necessario, soprattutto per le società più industrializzate, rimettere in discussione l’intero complesso economico e socioculturale. Il benessere basato sul prodotto è un modello insostenibile se portato su scala planetaria, già adesso infatti sarebbe impossibile garantire per l’intera popolazione mondiale gli standard di consumo occidentali. Risulta necessario che ciascun individuo ridefinisca il significato dela propria idea di benessere, in modo da percepire la riduzione dei consumi come un miglioramento della qualità della vita.
Il benessere basato sul prodotto può essere definito tramite una doppia correlazione:
+ BENESSERE = + PRODOTTI e + PRODOTTI = + CONSUMO DI RISORSE
Negli ultimi decenni si è lavorato sulla seconda relazione, concentrando lo sforzo sull’eco-efficienza di prodotto: fare più prodotti con meno consumo di risorse. Purtroppo questa impostazione ha causato un effetto boomerang, cioè man mano che i prodotti diventavano leggeri, piccoli ed economici tendevano a proliferare, evolvendo verso forme di consumo più veloci, simili ai cicli della moda o all’istantaneità dell’usa e getta.
L’unico modo di operare per evitare la crisi è concentrarsi anche sulla prima relazione, cercando il modo per romperla. In tale direzione occorre immaginare un sistema culturale e produttivo in cui la riduzione dei beni materiali sia compensata dall’aumento di altre forme di qualità, che tengano conto dell’intero contesto di vita dell’individuo. Un’idea di benessere basata non sul prodotto ma sul contesto si può ottenere solo se si abbandona la visione di un soggetto-consumatore a favore di un soggetto-attore, una persona vista nel suo contesto mentre agisce per ottenere un risultato.
La vita quotidiana di ogni persona si basa su un insieme di reti (di persone, luoghi, cose) finalizzate ad un risultato. Non è possibile pensare ad un benessere sostenibile se non si è capaci di pensare a queste reti nell’ottica della sostenibilità. I prodotti di cui si dispone possono essere messi a sistema per generare le soluzioni utili al raggiungimento dei propri obiettivi o per risolvere i problemi.
Una strategia per affrontare la problematica ambientale potrebbe essere quella di non proporre unicamente soluzioni a lungo termine (fate oggi qualcosa per un futuro migliore), ma catalizzare l’attenzione e le forze per fare qualcosa oggi per oggi, spianando così la strada anche per il futuro. Le strategie a breve termine per la sostenibilità, se attuate in massa, portano più rapidamente ed efficacemente a cambiamenti di mentalità nell’ottica di un futuro vivibile. E allora… rimbocchiamoci le maniche e ognuno faccia la sua parte!

Ottobre 16th, 2007 at 11:05
Ciao lore, sono felice di trovare un articolo così importante e sensibile alle problematiche ambientali così come la nostra esperienza comune ci ha permesso di approfondire.
Concordo con te sul fatto che è necessario interrompere fin da ora il continuo proliferare di prodotti solo per il gusto di averli.
Una delle strade che ho esplorato, e sto continuando ad approfondire è quella dell’affezione per le cose progettate e prodotte ad-hoc, cioè solo quando, quanto e dove servono.
Il mondo della produzione penso possa davvero essere rivoluzionato riproblematizzando le sue basi, dal sistema di progettazione (grandi possibilità si possono intravedere nel rapid prototyping e nella partecipazione progettuale), alla produzione con minor quantità di materiali sostenibili, fino alla promozione e alla distribuzione.
In tutto ciò penso che il ruolo degli aggregati sociali possa davvero essere la chiave vincente per migliorare la consapevolezza e innovare continuamente in un percorso di maggiore sostenibilità.
Mi auguro che le potenzialità del web, intese come forza di catalizzazione di pensieri democraticamente e liberamente espimibili e condivisibili, e del tuo blog in particolare, possano stimolare la sensibilità comune e l’azione individuale ad una nuova era più giusta.
In bocca al lupo.
Ottobre 16th, 2007 at 19:58
Ciao Ale! Ti ringrazio perchè il tuo intervento ha colto nel segno, mi fa molto piacere che dagli articoli possa nascere una discussione e condivido la tua riflessione sul futuro sostenibile, in cui sarà fondamentale la consapevolezza della strada che si sta percorrendo. A presto