Se avete appena comprato le sneakers più cool del momento e non volete svilirle allacciandole in modo banale, il sito in questione fa al caso vostro. Ian Fieggen (il suo volto sbuca in modo inquietante in cima ad ogni pagina del sito) ha raccolto e catalogato 33 tecniche differenti per legare le scarpe, alcune devo dire molto originali. Ora provo la Spider Web Lacing, prima però mi metto il telefono a portata di mano, pronto a chiamare i rinforzi nel caso qualcosa dovesse andare storto…
Eccoci giunti al fatidico giorno… oggi è il Blog Action Day e Trickblog non poteva saltare l’appuntamento per riflettere un pò sulle tematiche legate all’ambiente in merito allo sviluppo sostenibile.
La tematica dello sviluppo sostenibile è la sfida del XXI secolo. Se nel periodo precedente si è dibattuto molto e si sono gettate le basi per affrontare la problematica con strumenti progettuali, ormai è giunto il momento di intervenire concretamente, operando una rottura con gli stili di vita consolidati.
Basandosi sulle stime di crescita demografica e di aumento di domanda di benessere ipotizzabili per il futuro, si potranno considerare sostenibili solo quei sistemi produttivi che ridurranno del 90% l’uso di risorse ambientali rispetto alle odierne società industriali mature. Nella società sostenibile del futuro si dovrà quindi vivere utilizzando il 10% delle risorse che oggi vengono impiegate; questo fa intuire il grado di cambiamento che occorrerà apportare.
Non ci si può affidare solo a parziali modifiche o ad opere di re-design ma sarà necessario, soprattutto per le società più industrializzate, rimettere in discussione l’intero complesso economico e socioculturale. Il benessere basato sul prodotto è un modello insostenibile se portato su scala planetaria, già adesso infatti sarebbe impossibile garantire per l’intera popolazione mondiale gli standard di consumo occidentali. Risulta necessario che ciascun individuo ridefinisca il significato dela propria idea di benessere, in modo da percepire la riduzione dei consumi come un miglioramento della qualità della vita.
Il benessere basato sul prodotto può essere definito tramite una doppia correlazione:
+ BENESSERE = + PRODOTTI e + PRODOTTI = + CONSUMO DI RISORSE
Negli ultimi decenni si è lavorato sulla seconda relazione, concentrando lo sforzo sull’eco-efficienza di prodotto: fare più prodotti con meno consumo di risorse. Purtroppo questa impostazione ha causato un effetto boomerang, cioè man mano che i prodotti diventavano leggeri, piccoli ed economici tendevano a proliferare, evolvendo verso forme di consumo più veloci, simili ai cicli della moda o all’istantaneità dell’usa e getta.
L’unico modo di operare per evitare la crisi è concentrarsi anche sulla prima relazione, cercando il modo per romperla. In tale direzione occorre immaginare un sistema culturale e produttivo in cui la riduzione dei beni materiali sia compensata dall’aumento di altre forme di qualità, che tengano conto dell’intero contesto di vita dell’individuo. Un’idea di benessere basata non sul prodotto ma sul contesto si può ottenere solo se si abbandona la visione di un soggetto-consumatore a favore di un soggetto-attore, una persona vista nel suo contesto mentre agisce per ottenere un risultato.
La vita quotidiana di ogni persona si basa su un insieme di reti (di persone, luoghi, cose) finalizzate ad un risultato. Non è possibile pensare ad un benessere sostenibile se non si è capaci di pensare a queste reti nell’ottica della sostenibilità. I prodotti di cui si dispone possono essere messi a sistema per generare le soluzioni utili al raggiungimento dei propri obiettivi o per risolvere i problemi.
Una strategia per affrontare la problematica ambientale potrebbe essere quella di non proporre unicamente soluzioni a lungo termine (fate oggi qualcosa per un futuro migliore), ma catalizzare l’attenzione e le forze per fare qualcosa oggi per oggi, spianando così la strada anche per il futuro. Le strategie a breve termine per la sostenibilità, se attuate in massa, portano più rapidamente ed efficacemente a cambiamenti di mentalità nell’ottica di un futuro vivibile. E allora… rimbocchiamoci le maniche e ognuno faccia la sua parte!
Che ne dite di un concorso a metà strada tra l’arte e il design, che coinvolga dei creativi per realizzare una collezione di gadget prodotti in serie limitata? Ebbene, è proprio quello che sta facendo la Fondazione March mediante l’iniziativa TenArtistGadget. Provare per credere.
L’espressività delle scimmie e degli orsi, immortalati dagli scatti del fotografo Jill Greenberg, è un sorprendente esempio di come questi animali siamo più simili a noi di quanto potremmo pensare. Nato nel 1967 a Montreal, in Canada, Jill Greenberg vive dal 2000 a Los Angeles ed ha recentemente inaugurato la mostra “Ursine and end times” alla galleria ClampArt di New York.
I manifesti ideati dalla Saatchi & Saatchi Moving Pictures ed installati a Milano e Roma per promuovere il terzo capitolo di Resident Evil hanno una particolarità: fumano. Ebbene si, dalla canna dei mitra esce fumo vero, cosa che crea molta sorpresa nei passanti e garantisce l’efficacia della comunicazione.
Disegnato da Tokujin Yoshioka e prodotto dal fashon designer giapponese Issey Miyake, l’orologio TO è caratterizzato da una linea pura e minimalista, in cui diventano protagoniste le varie finiture dell’acciaio. Le ore e i minuti sono segnati dalla rotazione dei due dischi su cui giacciono le lancette.
Il designer Yoshioka si è distinto anche per le suggestive installazioni che ha ideato per Moroso, per il Salone del Mobile 07 e per lo showroom di New York. Nel primo caso ha fatto uso di più di tre milioni di cannucce trasparenti per generare pareti inconsistenti, quasi delle nuvole.
Nel secondo caso sono stati usati dei fazzoletti di carta, oggetti semplici che riescono a creare uno scenario morbido e surreale.
Mentre tornavo a casa ho scoperto l’esistenza di Fridgewatcher, sito che ha lo scopo di raccogliere le testimonianze visive di ciò che si nasconde nelle viscere dei nostri frigoriferi. Ogni lettore può postare la propria immagine, che permetterà agli altri visitatori di avvicinarsi a lui in modo più “intimo” che con una semplice presentazione. Se mando la foto del mio frigo che piange miseria otterrò qualche invito a cena?
Tanto di cappello a questo capolavoro dello stop-motion.
Non si può dire che il terzo episodio dello spot Sony Bravia non sia suggestivo, certo però che 2,5 tonnellate di plastilina non sono poche…
Qui sotto trovate i primi due spot della serie, che vantano anch’essi numeri impressionanti: rispettivamente 250.000 palline lasciate rotolare per le strade di San Francisco e 70.000 litri di vernice fatti esplodere su un edificio di Glasgow.
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